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L'Associazione DANAE effettua convenzioni con aziende e organizzazioni che vogliono offrire a dipendenti o associati un servizio per aumentare il benessere psicologico e superare il disagio derivante dagli effetti della pandemia.

Il contagio COVID-19 in Italia si manifesta ufficialmente in Italia il 30 gennaio 2020, quando due turisti provenienti dalla Cina sono risultati positivi per il virus SARS-CoV-2 a Roma. Un focolaio di infezioni è stato poi rilevato in Lombardia il 21 febbraio, con 16 casi, aumentati a 60 il giorno successivo. Negli stessi giorni vengono segnalati i primi decessi. Il 27 febbraio si sono riscontrati 111 casi confermati in Veneto, con 42 casi nel comune di Vo.
Il Governo emana una serie di decreti attuativi (DPCM) nei quali le misure di restrizione si fanno progressivamente più stringenti e si estendono in modo crescente all'intero territorio nazionale.


La prima misura di contenimento allargata a più regioni è il DPCM del 25 febbraio, relativo alle regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria, A queste regioni si estendono i provvedimenti governativi oltre agli 11 comuni epicentro dei focolai di coronavirus, con disposizioni principalmente relative a scuole, musei, uffici giudiziari, telelavoro, valide fino al 15 marzo. A questo decreto ne seguono altri (1° marzo, 4 marzo, 8 marzo, 11 marzo) fino al decreto del 22 marzo scorso, che prevede misure più stringenti con la chiusura di tutte quelle attività non ritenute necessarie per i beni di prima necessità.

In tutte le regioni italiane, quando le mansioni lo consentono, alcune persone possono continuare a lavorare per lo più grazie allo smart working; altri però non hanno ancora ripreso le attività, dal momento che è necessaria una presenza in loco per svolgerle. E' prevista, nella "fase 2" di gestione nazionale, una ripresa graduale delle attività con la possibilità di uscire per recarsi al lavoro solo per alcune categorie di lavoratori.

Questa condizione, quindi prevede, per chi rimane a casa:

  • la convivenza prolungata e forzata in casa, nella maggior parte dei casi con la propria famiglia;
  • l’impossibilità di passeggiare, effettuare attività fisica;
  • la perdita delle attività routinarie;
  • preoccupazione e ansia per la paura del contagio;
  • demoralizzazione per i bollettini della Protezione Civile con numeri altissimi di contagiati e morti;
  • difficoltà di concentrazione e smarrimento a causa della imprevedibilità della situazione.

 Per chi si deve recare sul posto di lavoro:

  • preoccupazione e ansia per la paura del contagio;
  • demoralizzazione per i bollettini della Protezione Civile con numeri altissimi di contagiati e morti;
  • difficoltà di concentrazione e smarrimento a causa della imprevedibilità della situazione.

Vi sono inoltre bisogni specifici per chi ha perso una persona cara, relativi al trauma e al lutto complicato (lutto "senza salma").

Molte aziende e organizzazioni hanno compreso che l'impatto psicologico della pandemia, offrendo ai propri dipendenti/associati uno sportello psicologico e una terapia di gestione del trauma e dello stress per ottenere alcuni benefici, quali:

  • Diminuire il livello di rabbia e frustrazione domestica;
  • Migliorare la gestione dell’ansia;
  • Aumentare il livello di concentrazione;
  • Migliorare la gestione dello stress;
  • Organizzare le attività e bilanciare gli impegni lavoro/casa;
  • Gestire i problemi con i figli;
  • Aumentare la percezione di caring aziendale;
  • Fornire un sostegno nella gestione del lutto;
  • Evitare l’isolamento di chi vive da solo.

L'Associazione DANAE effettua convenzioni con aziende e organizzazioni che vogliono offrire a dipendenti o associati un servizio per aumentare il benessere psicologico e superare il disagio derivante dagli effetti della pandemia.

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