Questo sito utilizza i cookie. Proseguendo nella navigazione si acconsente all’utilizzo dei cookie in conformità con i termini di uso espressi nella policy visualizzabile al pulsante "Policy".

Psicologia Giuridica

Modulo Contatti

Contatti

In questo articolo presenterò il modello di intervento che approfondiremo nel corso online "Chi ben comincia... primo colloquio clinico: come puoi fare la differenza" del 27 Novembre (clicca qui per il programma completo)

Si tratta dell’AEIOU - ABC mi pareva già abusato - di alcuni aspetti del colloquio clinico poco o per nulla considerati e che invece possono fare la differenza.

  • A come assi: Le tre dimensioni del colloquio clinico.

Nella mia esperienza clinica, per facilitare la narrazione terapeutica è utile lavorare su tre dimensioni o assi:

  1. Asse temporale
  2. Asse comportamenti-valori
  3. Asse situazione attuale-situazione desiderata

Durante il colloquio, lo psicologo segue la narrazione del cliente accertandosi di essersi mosso lungo tutti e tre gli assi spostandosi da un asse all’altro e all’ interno dello stesso asse, avanti e indietro e ancora avanti e ancora indietro...

  • E come eccezioni

Questo punto è importante più che mai! Qualunque approccio tu prediliga, ti è utile considerare non solo quando la difficoltà del cliente si presenta, ma anche quando si presenta meno frequentemente, meno intensamente o per nulla.

Le eccezioni sono quelle situazioni, spesso apparentemente uniche, da cui trarre informazioni utili per costruire soluzioni e cambiamenti.

  • I come interessi personali

I terapeuti sono spesso innamorati dei loro strumenti tecnici e possono trovarsi a proporli senza tenere conto dell’interesse della persona che ha chiesto aiuto.
Mi spiego meglio. Mettiamo che io adori la scrittura terapeutica e che conosca bene il suo utilizzo per il trauma. Ebbene, mi capita la richiesta di un cliente che ha vissuto una situazione traumatica e penserò: “Bene! Poi gli/le propongo un esercizio di scrittura!”

Ora, l’esercizio proposto potrebbe essere ottimo, se non fosse che a quella persona non piace scrivere! Il rischio è che il cliente possa fare il compito per pura pliance terapeutica senza tuttavia coglierne il senso oppure che, per counterpliance, non faccia proprio nulla.

In quest’ultimo caso, il professionista può trovarsi a dubitare delle proprie competenze oppure della fiducia del cliente nel lavoro psicologico o della sua disponibilità al cambiamento.

E allora, cosa fare? Ascoltare, chiedere, interessarsi al mondo del cliente è la via che ritengo essere più rispettosa dei suoi vissuti personali. Fare attenzione all’espressione di attitudini, preferenze e passioni è funzionale al lavoro terapeutico.

  • O come ospitalità

L’alleanza terapeutica e la buona riuscita di un incontro o di un percorso psicologico passa anche attraverso l’ospitalità.
L’ospitalità è accoglienza, è offrire la possibilità di stare in un luogo. Durante un colloquio clinico vi è uno scambio di ospitalità.
Lo psicologo offre ospitalità, ad esempio, rendendo confortevole il suo spazio di lavoro, proponendo attività gradite (vedi sopra) - offrireste a un visitatore in casa vostra un cibo o una bevanda che non è gradita? - e, se capita, permettendogli di conoscere un po’ del suo mondo personale.

Il cliente offre ospitalità nel suo mondo e nella sua storia personale pertanto è bene che lo psicologo ricordi, di tanto in tanto, di chiedere permesso e di ringraziare.

  • U come unicità

Il cliente è una persona unica, pertanto anche la sua difficoltà si declinerà in modo unico. Clinicamente, può essere utile chiedere alla persona di dare ella stessa un nome al suo problema anziché scegliere di proporne uno preconfezionato. La completa aderenza fra ciò che la persona vive e il nome che vi attribuisce potenzia l’efficacia del colloquio.


AEIOU come impalcatura

Seguire l’AEIOU durante un colloquio clinico, unitamente agli strumenti di cui già disponi, può davvero fare la differenza. Consideralo un’impalcatura al tuo lavoro di psicologo: se vuoi approfondire e imparare ad utilizzare questi strumenti nel tuo lavoro clinico quotidiano, puoi iscriverti al corso di formazione online "Chi ben comincia... primo colloquio clinico: come puoi fare la differenza".

ACQUISTA IL CORSO QUI

Dott.ssa Francesca Fontanella
Psicologa, didatta del corso "Chi ben comincia... primo colloquio clinico: come puoi fare la differenza" - Online, 27 Novembre 2017

Corsi Online Sempre disponibili

Iscriviti alla Newsletter AIPCG

Iscriviti per ricevere novità sui webinar gratuiti, corsi a pagamento, e-book...