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Psicologia Giuridica

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Negli ultimi anni, attraverso molteplici telefilm americani, è entrata, nel nostro immaginario culturale e sociale, la figura del “criminologo”, parallelamente, sempre più spesso sentiamo i giovani esprimere il desiderio di voler diventare “criminologi”. Proviamo allora a fare un po’ di chiarezza su questa figura, su quali sono le competenze necessarie e i possibili contesti lavorativi e sull’iter da intraprendere per formarsi in questo ambito.

Chi è il “criminologo”?

Specifichiamo subito che in Italia, così come in Europa, il “criminologo” non è una professione riconosciuta; nel senso che non esiste una professione autonoma con un proprio ordine professionale e indipendente (come per i medici, gli psicologi, gli ingegneri etcetc); né esiste la criminologia come specializzazione distinta per alcuni professionisti, debitamente segnata all’interno di un già costituito albo professionale (come la cardiologia, o altra specializzazione, per i medici, o come la psicoterapia per gli psicologi).

Parallelamente, va segnalato che esistono alcuni corsi di laurea il cui nome sembra evocare la professione di “criminologo” (a titolo di esempio citiamo la laurea magistrale in “Psicologia clinica forense e criminologia clinica” dell’Università degli Studi di Torino), ma anche in questo caso tale titolo non permette di definirsi “criminologo” e neanche “esperto in criminologia”, bensì si potrà diventare psicologo (seguendo l’opportuno iter previsto dalla legge) con alcune competenze in criminologia.  

In questo senso possiamo dire che, in Italia, il criminologo non esiste.

Tuttavia, a fronte di questa carenza legislativa e professionale, esiste una domanda, seppur limitata, di “esperti in criminologia”: i Tribunali di varie regioni italiane, ad esempio, hanno da poco pubblicato bandi per la selezione di psicologi ed esperti in criminologia.

Per accedere al profilo di “esperto in criminologia”, così come richiesto dal bando dei Tribunali italiani, è necessaria la laurea (magistrale o vecchio ordinamento, in qualsiasi disciplina) e un diploma di specializzazione in criminologia o scienze psichiatriche forensi conseguito presso le Scuole di specializzazione individuate con D.P.C.M., di concerto con il M.I.U.R., o un master universitario di II livello in criminologia conseguito presso Università[1].

Cosa fa l’esperto in criminologia?

L’esperto in criminologia, dovrebbe possedere un corpus di conoscenze che attengono a diversi ambiti disciplinari (psicologia, psichiatria, vittimologia, tossicologia, sociologia, antropologia, chimica, fisica, economia,  diritto) che gli conferiscono competenze specifiche spendibili in diversi contesti del sistema giudiziario penale e detentivo italiano.

In particolare, l’esperto in criminologia può essere contattato per consulenze in fase processuale e/o istruttoria:

  • dagli gli avvocati della difesa nei procedimenti penali (per la ricostruzione dei fatti, per la strategia difensiva, ecc...);
  • dal Pubblico Ministero, durante la fase istruttoria e/o dibattimentale, (per la ricostruzione dei fatti, il profilo dell'autore del reato quando questi non è noto, per gli elementi e le informazioni reperibili grazie alla vittimologia, ecc...);
  • dal Giudice di un procedimento penale qualora, a suo insindacabile giudizio, si renda necessario l’ausilio di un esperto in criminologia per chiarire le dinamiche connesse al reato.

Oppure, può lavorare, con nomina da parte del Consiglio Superiore della Magistratura, in qualità di esperto in criminologia, presso il Tribunale di Sorveglianza partecipando al processo di scelta di misure alternative alla detenzione (affidamento in prova, detenzione domiciliare, etc) o, ancora, come “giudice onorario” presso il Tribunale per i Minorenni, partecipando al collegio giudicante i minori autori di reato; e infine, attraverso periodici bandi di reclutamento da parte dei Tribunali, nel contesto penitenziario prendendo parte al processo di osservazione e valutazione dei detenuti (spesso all’interno del “servizio nuovi giunti”).  

Va inoltre specificato che i ruoli di consulente tecnico, della difesa, dell’accusa (P.M.) e/o del giudice, in procedimenti penali o civili (per i quali esistono appositi Albi istituiti presso ogni Tribunale italiano) , di esperto dei tribunali di sorveglianza e del servizio nuovi giunti e di Giudice Onorario possono essere assolti da diverse figure professionali, frequentemente psicologi o psichiatri, che hanno un ampio bagaglio di conoscenze psicologiche e psichiatrico-forensi, abitualmente necessarie, e possono avere, o no, anche competenze criminologiche  (in particolare in criminologia clinica).

 Cosa fare per diventare “esperto in criminologia”?

 È necessario:

  • conseguire una laurea, preferibilmente in psicologia o in medicina;
  • successivamente alla laurea intraprendere una scuola di specializzazione, almeno triennale, in criminologia o un Master Universitario di II livello;
  • avere una formazione adeguata del sistema giuridico, del codice di procedura penale, del regolamento carcerario, a seconda del ruolo per il quale ci si vuole proporre, della criminologia e delle discipline a questa connesse;
  • avere una buona conoscenza di se stessi, delle proprie reazioni emotive e comportamentali, delle proprie risorse e dei propri limiti, in modo da tale da riuscire a stabilire, e mantenere, la giusta distanza quando si lavora con gli autori di reato.

 

Dott.ssa Elisabetta Faraci
Psicologa, Psicoterapeuta, Psicodiagnosta, Consulente Tecnico di Parte
Vicepresidente AIPCG

Dott.ssa Anna Patrizia Guarino
Psicologa, Psicodiagnosta, Consulente Tecnico di Parte
Presidente AIPCG

 

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