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Psicologia Clinica

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Prima dell'avvento di Freud non si andava tanto per il sottile: chi si occupava di salute mentale era soprattutto interessato alle forme evidentemente patologiche di disagio mentale, come le psicosi e la cosiddetta "demenza precoce", ossia quella che attualmente chiamiamo schizofrenia.
Con il diffondersi delle pratiche ambulatoriali si iniziò però a notare qualcosa di diverso: esistevano delle forme di anormalità che presentavano comportamenti "folli" simili a quelli della schizofrenia accanto a comportamenti "normali".
E' per descrivere queste condizioni di "pazzia a metà" che Hughes nel 1894 e poi Rosse nel 1890 parlano per la prima volta di borderline insanity, ossia "insanità di confine".

Negli ultimi anni, a partire dall’emanazione della legge 170 del 2010 in materia di DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento), l’attenzione nei confronti delle esigenze didattiche specifiche e il tema dell’inclusività scolastica hanno assunto un ruolo di primo piano nell’ambito dell’educazione e del diritto all’istruzione.

Se la legge 170 ha segnato una tappa fondamentale in questo percorso, tutt’altro che concluso, è certo che a partire da questa il dibattito sull’inclusività ha condotto ad una serie di altre riflessioni più ampie e complesse, portando a definire meglio esigenze didattiche specifiche che non sempre riuscivano a trovare risposta in un inquadramento clinico e/o normativo, con una conseguente mancanza di presa incarico adeguata, sia da parte di professionisti specializzati che all’interno della scuola.

Se avete un figlio di età inferiore ai 3 anni, spesso sentirete porvi domande di questo genere: ha già iniziato a parlare? Quali sono state le sue prime parole? Riesce a farsi capire quando parla?

Il linguaggio è la facoltà più importante dell’essere umano, quella che ci distingue in modo elettivo dalle altre specie veicolando anche lo sviluppo cognitivo e l’espressione di alte competenze parallele.
Per questi motivi la sua acquisizione nei bambini suscita tante attenzioni: genitori, pediatri, educatori, persino parenti e amici sono molto interessati alla questione, tutti vogliono sapere se e come parla il vostro bambino, tutti fanno osservazioni a riguardo.

La presenza di una buona capacità comunicativa è quasi sempre sinonimo di un sano sviluppo generale e, in caso contrario, uno dei primi sospetti che qualcosa non stia funzionando a dovere.

Temendo che potesse sfuggirmi la natura del suo problema, il mio primo paziente alcolista pensò bene di presentarsi già brillo in seduta. Ed erano appena le 11 del mattino.

Lavorare con gli alcolisti costringe il terapeuta a rivedere più volte il concetto di «incredulità»: io ho smesso molto presto di contare le volte in cui ho detto «ma è uno scherzo?». Tra le dipendenze da sostanza, l'alcolismo ha un posto speciale: se tirando una striscia di cocaina siamo subito "drogati" sin dalla prima assunzione, nessuno di noi è alcolista con un caffè corretto o al brindisi di capodanno. Anzi. Non è alcolista nemmeno se alla sua festa di laurea alza un po' il gomito con gli amici. E suvvia, chi potrebbe dire che è alcolista se la stessa persona ripete la sbronza al falò di ferragosto? E poi non vuoi farti un paio di birrette per salutare l'estate? E poi...e poi...e poi...Ecco, il punto è esattamente questo: quando si diventa alcolisti?

Il Disturbo d’Ansia Generalizzato (DAG) è un disturbo d’ansia molto diffuso, caratterizzato da ansia e preoccupazioni eccessive che si manifestano per la maggior parte del tempo nei riguardi di una quantità molto elevata di cose, eventi o attività.

Le persone che ne soffrono trascorrono gran parte della giornata a preoccuparsi (anche detto rimuginare) e la maggior parte di essi ritiene di preoccuparsi eccessivamente per questioni di poco conto.

In genere il contenuto delle loro preoccupazioni riguarda tematiche quali famiglia, denaro, lavoro e salute. Ovviamente le preoccupazioni, durante il corso della vita, si adattano alle diverse situazioni ed età e infatti quelle delle persone anziane riguardano maggiormente la salute e meno le questioni lavorative. Può essere presente anche in età evolutiva; in questo caso le preoccupazioni riguarderanno capacità e qualità delle proprie prestazioni (scolastiche, sociali, sportive, ecc.).

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